ATTIVITÀ NEL RISPETTO DELLA COMUNITÀ
Cent'anni in Via Manin: radici nella comunità modenese
Cent’anni fa, Chiarli trasferiva la sua attività in Via Manin, poco più di un viottolo di campagna nella estrema periferia di Modena. Nel tempo la città è cresciuta e oggi Via Manin si trova al centro di un grande quartiere poco distante dal Duomo e dalla Ghirlandina. La qualità per Chiarli è un concetto ampio che include anche il rispetto e l’appartenenza alla comunità locale e il profondo legame alle proprie radici modenesi: gli ammodernamenti e gli ampliamenti che si sono succeduti nel tempo per mantenere l’azienda ai vertici della produzione vinicola, sono sempre stati improntati al rispetto della qualità della vita della comunità di un quartiere urbano in continua trasformazione.
Il progetto 2025: efficienza produttiva e riduzione del carbon footprint
L’ultimo ed importante progetto completato nel 2025, in occasione del centenario della sede di Via Manin, consentirà alla Chiarli di affrontare le future sfide del mercato potendo avvalersi su una produzione efficiente e flessibile. Una parte rilevante del progetto è stata dedicata alla riduzione del carbon foot print.

Standard Internazionali di Sicurezza
Chiarli Modena si impegna a rispettare i più elevati standard internazionali di qualità e sicurezza nel settore alimentare e delle bevande. Da anni l’Azienda è certificata “higher level” secondo lo schema IFS (International Featured Standards) parte del circuito GFSI (Global Food Safety Initiative), che prevede audit periodici- anche non annunciati- per garantire che le nostre pratiche siano sempre allineate ai più elevati standard di sicurezza alimentare, senza mai rinunciare a tradizione e innovazione.
Questa certificazione attesta la solidità del nostro sistema di autocontrollo (HACCP) e il nostro impegno costante nel prevenire qualunque rischio per la salute del consumatore, implementando nel tempo i livelli qualitativi in tutto il processo produttivo.


Sostenibilità in azione
A Modena, dove tutto è cominciato, la sostenibilità non è una dichiarazione di intenti: è un processo. Concreto, misurabile, in evoluzione.
Nel 2024, Chiarli Modena ha avviato il percorso per la certificazione EQUALITAS — il principale riferimento per la sostenibilità nel settore vitivinicolo italiano — completando una valutazione integrata su tre dimensioni: ambiente, etica ed economia sostenibile. Nel 2026, il Gruppo ha ottenuto la qualifica, a coronamento di un lavoro che ha coinvolto ogni livello dell’organizzazione e che ha richiesto rigore metodologico, trasparenza e volontà di guardare in profondità alla propria impronta.

Conoscere per migliorare
Il primo atto della certificazione è stato misurare. L’analisi ha mappato l’impatto ambientale dell’intera attività — impronta carbonica e idrica, consumi energetici, gestione dei rifiuti — identificando con precisione dove si concentrano le principali fonti di emissione. Il risultato più significativo riguarda la filiera: packaging, materie prime e logistica pesano più della produzione diretta. È un dato che orienta le scelte e definisce le priorità.
Investire nel futuro dello stabilimento
Parallelamente alla certificazione, Chiarli Modena continua a investire nello stabilimento storico: ammodernamenti tecnologici che migliorano le performance produttive, riducono i consumi e aumentano l’efficienza energetica. La certificazione IFS Higher Level conferma il rispetto dei più alti standard internazionali di qualità e sicurezza alimentare. Sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, in questo, non sono obiettivi separati.
Una filiera da costruire insieme
Buona parte dell’impatto di Chiarli Modena si trova a monte — nei fornitori, nei materiali, nei trasporti. Per questo il prossimo passo non riguarda solo lo stabilimento: significa avviare un dialogo strutturato con i partner di filiera, condividere obiettivi di riduzione e costruire una catena del valore più responsabile. Un lavoro che richiede tempo, ma che è già iniziato.
Radici modenesi, responsabilità concreta
Chiarli è parte di Modena da oltre 160 anni. Questo legame non è solo storia: è un impegno verso la comunità, il territorio e le persone che vi lavorano. Il primo Bilancio di Sostenibilità del Gruppo — oggi disponibile scarica qui — documenta in modo trasparente questo percorso: non come rendiconto finale, ma come punto di partenza di un miglioramento continuo.

